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BERGAMO

L'impatto della crisi declinato al femminile

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Inizia oggi una nuova rubrica a carattere psicologico finalizzata ad approfondire i problemi che oggi affliggono principalmente le donne. Mi chiamo Alessandra Bettinelli e sono una psicologa clinica, esperta in terapie cognitivo-comportamentali brevi e percorsi di "Counseling Psicologico". Se avete temi che vi piacerebbe fossero affrontati potete scrivermi all'indirizzo di posta elettronica: alessandra.bettinelli@yahoo.it o contattarmi personalmente al numero 328.30.61.530. La crisi economica attuale è molto diversa dalle precedenti. Una delle differenze più rilevanti è che stavolta il peso della recessione è più uniformemente diviso tra donne e uomini sia per i cambiamenti intervenuti nel tasso di occupazione femminile sia nella composizione del budget familiare. Ma tutto ciò rischia di restare nell'ombra e non essere considerato nei programmi politici contro la crisi. Non solo i piani di austerità  non affrontano le cause reali della crisi ma spesso spingono milioni di esseri umani alla miseria e alla precarietà . In questa crisi le donne si trovano minate dall'impatto psicologico di una povertà  crescente, dalla precarizzazione del lavoro, dal logoramento provocato dal superlavoro e dallo stress indotto dalla necessità  di assumere molteplici ruoli. Le donne sono quindi titolari di un enorme credito sociale: senza il loro lavoro gratuito di produzione, di riproduzione e di cura alle persone, le nostre società  deperirebbero in breve tempo. La crisi economica presenta un conto psicologico salato alle donne: l'incertezza sul lavoro e la minore disponibilità  economica tipiche dei tempi di crisi portano a un incremento dal 30 al 40 per cento dei disturbi d'ansia e del 15 per cento dei casi di depressione. Le vittime sono spesso le più giovani e le donne con figli piccoli. La crisi economica mina le certezze sul futuro e le difficoltà  economiche, anche se sono sperimentate in modo intermittente, causano una sensazione costante di pericolo, un vivere in bilico sul filo del rasoio e, moltissime donne, perdono l'autostima credendo di non essere più in grado di affrontare la vita. Questa condizione di stress, quando si protrae nel tempo, determina effetti nocivi sulla salute psicologica. Aver sperimentato lunghi periodi di disoccupazione comporta un rischio di sviluppare la depressione più elevato della norma e non mancano gli effetti anche sulle donne over 65, nelle quali è in agguato un maggior rischio di andare incontro a depressione. Come affrontare questa situazione? Informarsi sull'aiuto e supporto che possono fornire le reti informali e non del proprio quartiere, poter contare su una rete familiare e sociale solida e ampia, sono tutti validi supporti emotivi per non cadere in preda ad ansia e depressione. Non va inoltre trascurato il ruolo degli interventi precoci specialistici: chiedete tempestivamente aiuto al medico di base in caso di sintomi, per intervenire presto e non andare incontro alla condizione di fragilità  psicologica che ansia e depressione croniche causano frequentemente.Alessandra Bettinelli

Autore:ces

Pubblicato il: 17 Febbraio 2012

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