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Talvolta la politica dà l'impressione di essere il terreno delle "boutade", delle amenità e delle improvvisazioni. E la cosa appare ancora più grave se a scendere a questo livello non è il semplice iscritto ma addirittura il dirigente di spicco; il che solleciterebbe una riflessione sullo spessore umano, politico e culturale di certi politici di casa nostra, ma questo discorso ci porterebbe troppo lontano.
L'ultima "boutade" è quella del coordinatore provinciale di Forza Italia nonché ex assessore regionale all'Ambiente, degradato sul campo in luglio dal governatore lombardo Roberto Formigoni a sottosegretario alla presidenza regionale, qualifica dalle vaghe e incerte competenze ma dall'accertato valore: nessuno. Pagnoncelli - che ha così pagato la scandalosa gestione del Piano cave bergamasco - alla recente festa della Lega ha lanciato la proposta di un terzo incarico a Valerio Bettoni alla guida della Provincia. A parte il fatto che, oggi come oggi, l'ipotesi non è ancora fattibile, non essendo stata modificata la norma che impedisce di superare i due mandati amministrativi, ma Pagnoncelli non è la stessa persona che in luglio era stata in qualche modo candidata proprio alla presidenza della Provincia? E' vero che – strombazzata a più riprese (più che altro per indorare a Pagnoncelli la pillola della revoca assessorile) e poi rimandata a dopo l'estate – la candidatura in realtà non è mai stata ufficialmente avanzata da Forza Italia; così come, del resto, a Pagnoncelli non è mai arrivata la nomina a vicecoordinatore regionale di Fi, nonostante, sempre in luglio, fosse stata data per praticamente certa (che spreco di fumogeni per nascondere il siluramento da assessore regionale). Così, lui che, a luglio, era quasi il candidato del Pdl per la Provincia, adesso, ai primi di settembre, diventa disinvoltamente lo sponsor dell'attuale presidente Bettoni, con il quale, tra l'altro, i rapporti in questi anni sono stati a dir poco burrascosi. E, allora, che fine ha fatto la candidatura di Pagnoncelli, annunciata a suo tempo con la grancassa? Lui stesso ha risposto così: "Non sono candidato a nulla se non a costruire una coalizione". Insomma, avevano tutti solo scherzato. Ma non potevano dirlo subito? Perché negarci il piacere di quattro risate in compagnia?